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APPLE HERITAGE MUSEUM · LUGANO

Mac era

1984 – 1997 · 78 dispositivi

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Il computer «per il resto di noi», lo spot più famoso della storia e gli anni più turbolenti di Apple — tra l'addio e il ritorno di Steve Jobs.

Il racconto

Il 24 gennaio 1984 Steve Jobs estrae il Macintosh da una borsa sul palco e lo lascia presentarsi da solo, sulle note di Chariots of Fire. È «il computer per il resto di noi»: il primo a portare mouse e interfaccia grafica al grande pubblico, al prezzo di 2.495 dollari.

Il lancio è preceduto da «1984», lo spot diretto da Ridley Scott e ispirato a Orwell, trasmesso una sola volta durante il Super Bowl. Il consiglio di amministrazione lo detestava; il pubblico ne fece subito un caso.

Seguono anni difficili. Nel 1985 Jobs lascia Apple dopo uno scontro ai vertici; fonda NeXT e rileva Pixar. L'azienda naviga a vista fino al 1997, quando l'acquisizione di NeXT riporta Jobs a casa e ne salva le sorti.

Curiosità

Una mela da mangiare
«Macintosh» viene dalla varietà di mela preferita dell'ideatore Jef Raskin, la McIntosh; l'ortografia fu cambiata per ragioni legali con l'omonima azienda di hi-fi.
Firme nella scocca
I quasi cinquanta membri del team incisero le proprie firme all'interno del guscio del primo Mac: Jobs voleva che si sentissero artisti, e gli artisti firmano le loro opere.
Un regista da Oscar
Lo spot «1984» fu diretto da Ridley Scott (Alien, Blade Runner), con un budget allora enorme di 900.000 dollari. Le comparse furono pagate 25 dollari al giorno.
Quasi chiamato «Bicycle»
Tornato a guidare il progetto, Jobs provò a ribattezzare il Macintosh «Bicycle». Il team si rifiutò e il nome non cambiò.
39 pagine in una volta
Nel novembre 1984 Apple comprò tutte le 39 pagine pubblicitarie di un numero speciale di Newsweek: costò più dello spot del Super Bowl.